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Anche Firenze aderisce alla manifestazione nazionale indetta dalla FIOM

Sciopero Cobas: la partenza da Piazza San Marco

Poco più di 200 alla partenza: la maggioranza sono studenti liceali
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Immagine articolo - italia domani

Ore 9:10 in Piazza San Marco c'è già radunata un po' di gente, gruppetti di ragazzi di liceo per lo più, ma non solo. Da un furgoncino blu taragato COBAS si diffonde la musica dei Modena City Rembers, tutt'intorno persone con bandiere del Comitato ancora avvolte. Faccio un giro tra la gente, tra le prime persone che incontro il consigliere Tommaso Grassi, anche lui oggi prenderà parte al corteo dei lavoratori e dei studenti in sciopero anche se, mi dice, per impegni a Palazzo Vecchio, non riuscirà a restare fino alla fine. La gente comincia progressivamente a radunarsi, vedo i primi striscioni stesi a terra, uno recita: SIAMO ESSERI UMANI NON M.ACCHINE, SOLIDARIETA' CON I LAVORATORI FIAT, COMITATI SOLIDALI ANTIRAZZISTI. Una ragazza col megafono grida: "LA DIGNITA' DEI LAVORATORI CONTRO IL REFERENDUM DEI RICATTATORI", mi avvicino e le rivolgo qualche domanda; si chiama Sarah Temperani ed è la leader del comitato per la solidarietà antirazzista e proprio la parola solidarietà (ai lavoratori Fiat) è il tormentone ricorrente. "Siamo scesi in piazza per essere al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici Fiat contro il vergognoso attacco padronale, per la riconquista del posto di lavoro, le istituzioni e la democrazia nei luoghi di lavoro". Il referendum però ha visto prevalere il SI, obietto a Sarah che risponde " Già ma per un margine ridottissimo che guarda caso corrisponde al numero degli impiegati, la maggioranza dei lavoratori che lavora alla catena di montaggio ha detto No, ed è stato un gesto coraggioso il loro. Se la prende anche con Renzi Sara e persino con Nichi Vendola rei, secondo lei, di una più o meno esplicita complicità con Marchionne. Più in là un'insegnante, anche lei facente parte del comitato, esclama "NON SIAMO MARTIRI SIAMO TUTTI UMANI E SOLIDALI". Jacopo (Socialismo Rivoluzionario) anche lui ha aderito al Comitato solidale antirazzista: "Dal nostro punto di vista questo referendum testimonia la farsa della democrazia, la Fiat ha preventuvamente dichiarato che se l'avessero vinto li avrebbe licenziati: un ricatto bello e buono e nonostante questo a Pomigliano il NO ha raggiunto il 36%". Gli chiedo cosa pensa del gesto di due giorni fa ai danni della sede CISl e della telefonata di minaccie di ieri, "Naturalmente esprimo la mia piena solidarietà. Queste sono forme di violenza minoritarie servono solo a criminalizzare il movimento", risponde Jacopo.
Ore 9.18 tra la gente non posso non notare un signore che presumibilmente prenderà parte alla manifestazione ma senza alcuna remora sfoglia Il Corriere della Sera, provo a raggiungerlo ma poi lo perdo.
Ore 9:20 la piazza comincia a riempirsi ma non è gremita: oltre ai COBAS ora si vedono sfilare bandiere CUB e USI. La CGIL com'è noto non ha aderito allo sciopero."la cosa non mi stupisce" commenta Davide Milanesi (USI) "La CGIL ormai è irriconoscibile"; viene addirittura da Bologna Davide "Sono venuto qui a Firenze per incontrare i miei amici toscani e per prendere parte con loro alla manifestazione. Sono 20 anni che i lavoratori subiscono tutto fidandosi delle persone sbagliate", gli chiedo quale risultato sperano di ottenere con tale mobilitazione, sorride "Gli accordi sono tutti sottoscritti ormai e se anche la manifestazione a livello nazionale dovesse riuscire a smuovere qualcosa, il risultato sarebbe che la FIAT verrà trasferita altrove". Poi conclude ricorfdando i suoi studi universitari "In un manuale di 20 anni studiavo già che il mestiere dell' imprenditore è aumentare il profitto e che alla lunga il profitto lo si aumenta non incrementendo i prezzi ma abbassando il costo dei lavoratori".
Ore 9:25 continuo il mio giro tra i manifestanti, la maggioranza sono ragazzi e ragazze di liceo: del Machiavelli, del Galileo; di studenti universitari invece pochissimi, 4 o 5 al massimo. Mi avvicino a un gruppetto di ragazze chiedo loro perchè sono scese oggi in piazza e dov'è la similitudine con gli operai FIAT, a rispondermi è Laura "Queste tematiche dovrebbero riguardare tutti. Se sta male una classe sociale sta male tutta la società". Chiedo a lei come vede il suo futuro, "Il problema è l'attuale classe dirigente che quando si trova a dover designare i suoi successori offre come esempi veline o modelli simili, è frustrante. Ma è ancora più preoccupante - continua- è che tali modelli purtroppo trovano seguito. Poco tempo fa parlavo con una mia compagna di classe dello scandalo Ruby e lei mi ha risposto: Se mi dessero cinquemila euro lo farei anch'io". Poco più in là un altro gruppetto di ragazze, anche loro liceali trai 16 e i 17 anni, una di loro ha in mano una rivista in cui al centro campeggiano le foto di ruby da una parte e di Noemi dall'altra, le chiedo un commento "E' uno schifo - mi dice - ma io pià che a loro la colpa la do a lui (Berlusconi) che è un signore di una certa età e per di più Presidente del Consiglio".
Ore 9:50 Oltre a i ragazzi ci sono anche lavoratori di varie categorie: dipendenti delle poste, periti chimici, personale sanitario, dipendenti della Regione, persino qulacuno che si definisce artista, gli domando in cosa si sente affine a un operaio, la risposta: "Ci vuole parecchia creatività ad essere operaio ed arrivare a fine mese"; un signore mi dice che deve esserci anche una rappresentanza dei dipendenti ATAF ma quando chiedo confema a un autista su di un tram in partenza mi risponde che di loro non ha aderito nessuno.
Ore 10:05 il corteo sta per iniziare a muoversi, in piazza al momento si contano al massimo 200 persone.
Ore 10:10 la piazza inizia gradualmente a svuotarsi, la manifestazione prevede di raggiungere Piazza Duomo poi la Stazione, Via della Scala, Viale Belfiore fino a Novoli.

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