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comune di firenze

Casa protetta, tornano i contributi per l’installazione di sistemi di sicurezza

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Tornano i contributi per l’installazione di sistemi di sicurezza nelle abitazioni. Il progetto “Casa protetta” è stato infatti riattivato anche per l’anno 2020 ed è finalizzato ad erogare contributi ai cittadini per la protezione delle abitazioni private da furti e intrusioni. Una decisione presa dall’assessore al bilancio Federico Gianassi e dall’assessore alla sicurezza Andrea Vannucci che hanno deciso di riproporre la possibilità per i cittadini di ottenere un sostegno agli investimenti in sistemi di sicurezza passiva nelle proprie abitazioni. Con la delibera di giunta sono stati stanziati 150mila euro.

 

A partire da oggi e fino alle ore 12 del 15 dicembre, o fino all’esaurimento delle risorse stanziate se antecedente al 15 dicembre, possono essere presentate le domande di contributo a questo link pubblicato sulla rete civica del Comune di Firenze.

 

“Rilanciamo Casa Protetta per le famiglie che fanno interventi di messa in protezione delle proprie case. Andò molto bene lo scorso anno e 166 famiglie hanno ottenuto il contributo comunale per rendere più sicura la casa. Continuiamo come Amministrazione a investire in questa direzione - hanno detto  Vannucci e Gianassi -. Una iniziativa che si inserisce nel quadro più ampio delle varie azioni che la nostra amministrazione ha adottato per la sicurezza dei cittadini e che mira a sostenere le iniziative autonome delle famiglie fiorentine per proteggere le proprie case”. 

 

Alla riattivazione dell’iniziativa sono stati destinati 150mila euro, avendo ottenuto nel bando dello scorso anno un buon riscontro con 207 domande presentate nel 2019 e 166  accolte (la maggioranza delle richieste sono arrivata dal Quartiere 5 – 49 domande -  e dal Quartiere 4 – 35 domande) e la maggioranza dei fondi sono stati usati per installare portoncini e serrande blindate o per installare sistemi di antifurto.   

 

Fra le novità introdotte rispetto ai bandi precedenti c’è la possibilità di ammettere le spese dell’anno 2020, e che saranno ammesse (con riserva) anche quelle domande per interventi che non sono ancora conclusi al momento della scadenza del bando.

 

Fra i requisiti di accesso serve la residenza nel Comune di Firenze, che siano proprietari o locatari, comodatari, titolari di usufrutto o diritto di abitazione sull’unità immobiliare in cui è realizzato l’intervento; il valore Isee non dovrà essere superiore a 48mila euro, mentre la composizione del nucleo familiare dovrà rientrare in una delle seguenti tipologie: presenza all’interno del nucleo familiare residente di persona che compirà i 70 anni di età entro il 31 dicembre 2020 o che abbia età superiore; presenza di almeno un figlio minorenne, presenza all’interno del nucleo familiare residente di persona diversamente abile con disabilità riconosciuta pari o superiore al 75%; persone che vivono da sole e che quindi costituiscono un nucleo familiare individuale.

 

Gli interventi ammessi a contributo riguardano l’installazione di sistemi di sicurezza ‘passivi’ delle abitazioni, in particolare: porte blindate o rinforzate, rilevatori di apertura ed effrazione sui serramenti, tapparelle metalliche con bloccaggi, vetri antisfondamento, casseforti a muro, fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati, apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline; ma anche il rafforzamento, la sostituzione o l’installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici; saracinesche, grate sulle finestre, serrature, lucchetti, catenacci e spioncini.

 

La richiesta dovrà essere presentata attraverso il servizio on line dedicato sulla Rete civica, al quale sarà possibile accedere attraverso le credenziali del Sistema pubblico di identità digitale (Spid), carta di identità elettronica, carta nazionale dei servizi o, per chi ne è già in possesso, con le credenziali di accesso ai servizi on line del Comune. Alla richiesta dovranno essere allegati: copia fattura o ricevuta fiscale”parlante”; copia del bonifico attestante l’avvenuto pagamento; documentazione fotografica della situazione prima dell’intervento e dopo l’intervento. I pagamenti dovranno essere effettuati con bonifico cosiddetto ‘parlante’ o ordinario dal quale risultino evidenti la causale del versamento, codice fiscale di chi effettua il pagamento, codice fiscale/partita Iva del beneficiario del pagamento. Il contributo sarà erogato nella misura del 50% delle spese ammissibili, comprensive di Iva, e comunque non oltre l’importo massimo di 1.500 euro.

Manda i tuoi comunicati stampa a: [email protected]