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Tuesday, 25 March 2014 - 10:51
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la richiesta al nostro quotidiano

Alessio Sundas e il diritto all'Oblio: "Non voglio più circolare con un cartello al collo”

Il manager ci scrive: "Rimuovere immediatamente le notizie di cronaca passate che mi riguardano". Perchè dovremmo?
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Se qualche settimana fa ci parlava dei suoi nuovi progetti televisivi e della 'vittoria' sulla Rai nel caso Ahmetovic, per cui l'Agcom ha disposto il diritto di replica, oggi Alessio Sundas si rivolge alla nostra redazione per chiedere la "rimozione" dai nostri archivi Web "delle notizie giudiziarie passate in base alla sentenza della cassazione 5525/2012".

Non è dato specificare a quali notizie faccia riferimento il manager di moda presenti sul nostro sito, se non quelle delle sue memorabili 'gesta' al Parlamento Mondiale, o di una campagna di moda 'rom', semplicemente di cattivo gusto nata per trarre pubblicità dopo l'uccisione di quattro ragazzi per mano dell'automobilista Marco Ahmetovic.

Sundas chiede quindi di esercitare il suo 'diritto all'oblio', non è ben chiaro riguardo a cosa ma si evince come il manager vorrebbe, per miracolo, vedere cancellato un passato realisticamente discutibile. 

Mettiamo a disposizione dei lettori, di seguito a questo articolo, tutte le 'notizie' pubblicate da questa testata che riguardano il sig. Alessio Sundas, per una valutazione serena e oggettiva di eventuali violazioni di diritto all'oblio e di un giusto esercizio da parte del signor Sundas. 

Sarebbe banale, parlare di semplice 'diritto di cronaca' dinanzi all'importanza di una richiesta come questa.

In particolare, se proprio vogliamo sforzarci di far esercitare il diritto all'oblio a Sundas, rileggendo uno dei nostri articoli pubblicati (questo è il link), non possiamo far altro che rilevare come collegandosi con i siti internet alessiosundas.it, alessiosundasmodel.com compare ancora una schermata abbastanza eloquente che spiega come i domini di Sundas siano stati sottoposti a sequestro preventivo su disposizione del tribunale di Bolzano e solo Umbrellagirls.it ad oggi non appare più sequestrato ma semplicemente un "dominio riservato".

Inoltre, per eccesso di zelo, analizzando la possibilità di esercizio al diritto all'oblio del signor Sundas, rileviamo come un passaggio di un altro articolo (questo è il link) parli della condanna del 2010 da parte del Tribunale di Firenze a tre anni e quattro mesi di carcere per truffa aggravata . Secondo l'accusa truffò 16 persone facendogli sborsare fino a 30000 euro. Non ci è dato di sapere dell'eventuale esito del processo d'appello, tuttavia è facilmente intuibile che l'eventuale esito di  una sentenza semplicemente diversa o addirittura ribaltata ci sarebbe stato prontamente comunicato dal manager di moda. Ad oggi, per la cronaca, l'attività del signor Sundas si sviluppa sul sito officinadegliartisti.net.

 

La nota di Sundas - "Gli archivi Web devono essere aggiornati all’evoluzione dei fatti, specie quando si tratta di vicende giudiziarie; lo rileva la Cassazione, con la sentenza 5525/2012. Il diritto all'oblio è inteso come il giusto interesse di ogni persona a non restare indeterminatamente esposta ai danni ulteriori che arreca al suo onore ed alla sua reputazione la reiterata pubblicazione di una notizia che in passato era stata legittimamente pubblicata. La Commissione Europea, recentemente, ha manifestato l’intenzione di occuparsi della questione “diritto all’oblio”, tanto da presentare il 25 gennaio 2012 una riforma globale per la tutela della privacy degli utenti sul web, da convertire in legge da tutti gli stati membri entro il 2015. L’Italia rimane, all’interno della comunità europea, il paese dove il diritto all’oblio ha ottenuto una cornice quanto più esaustiva. Alessio Sundas dice: “so di aver sbagliato in passato ma non intendo pagarne le conseguenze per tutta la vita”. Sundas vuole veder cancellato il proprio nome dalla cronaca web relativa ai fatti criminosi che lo hanno visto coinvolto in passato. Sundas afferma: “questi fatti ormai appartengono al mio passato remoto, non voglio più circolare con un cartello al collo”. "La pena esaurisce ogni punizione per il colpevole - prosegue il manager - Non possono esservi altre sofferenze se non quelle previste dalla legge. Non è ammissibile che una volta pubblicata una notizia su un giornale online, questa notizia rimanga a disposizione di tutti a tempo indeterminato. Così come viene imposto alla carta stampata di non riproporre notizie di cronaca ormai desuete, al fine di non danneggiare in eterno l'imputato, anche alla rete è ormai imposto un simile obbligo".

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