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Palazzo Medici Riccardi

Parigi, Nardella: "La reazione di Firenze è stata all'altezza della nostra identità"

Eseguita la Marsigliese in apertura del Consiglio Comunale
Immagine articolo - Il sito d'Italia

Il Consiglio Comunale di Firenze odierno ha aperto la seduta con l'esecuzione della Marsigliese, l'Inno della Francia, ed un minuto di silenzio in memoria delle vittime delle stragi di Parigi, per esprimere cordoglio e dire no a qualsiasi atto di terrorismo in ogni paese.

 

“Siamo ancora scioccati da quanto accaduto. La reazione di Firenze è stata, come sempre, all'altezza della nostra identità - ha detto il Sindaco Dario Nardella rivolgendosi ai Consiglieri - voglio ringraziare tutte le forze politiche in occasione della manifestazione di solidarietà avvenuta spontaneamente da parte della cittadinanza (davanti al Consolato francese in piazza Ognissanti, ndr)”.

 

D.M.

 

Di seguito l'intero intervento del Sindaco - “Siamo ancora tutti scossi e scioccati per quello che è avvenuto venerdì sera a Parigi e per gli sviluppi degli attacchi terroristici. La reazione di Firenze è stata ancora una volta all’altezza della nostra storia e della nostra identità. È stata una reazione immediata: la manifestazione spontanea di sabato in piazza Ognissanti infatti è stata una risposta di grande amore e affetto verso i nostri fratelli e le nostre sorelle francesi. È stato un gesto frequente se pensiamo alla nostra città, un gesto coraggioso, non scontato”. Lo ha detto il sindaco Dario Nardella nel corso del suo intervento in Consiglio comunale che questa mattina ha partecipato al Cosp con gli assessori Sara Funaro e Federico Gianassi: “Il prefetto e i rappresentanti delle forze dell’ordine ci hanno ribadito che a Firenze non ci sono segnalazioni che ci portano a dire che la nostra città è direttamente coinvolta in strategie terroristiche anche se in Italia l’allerta è stata innalzata al livello 2 e ci sono misure da attuare”.
“Di fronte a chi vuole seminare il terrore, Firenze ha subito reagito con la frase ‘Noi non abbiamo paura’ che non significa rimanere inermi e fermi - ha continuato il sindaco -. Anzi, occorre anche partire dagli errori che sono stati compiuti in questi anni: troppo tempo perso, troppo tempo in cui ciascuno ha pensato alla propria strategia e non a costruire un’opposizione comune”. “Quando un grande Paese è ferito al cuore è difficile dall’esterno poter dare lezioni o impartire indirizzi - ha aggiunto Nardella -. L’uso della forza per la difesa degli Stati e delle popolazioni che sono attaccate non è un tabù. Non lo è quando rappresentiamo le Istituzioni e non lo è neanche per le organizzazioni internazionali a partire dalle Nazioni Unite. Il punto, però, non è se usare o meno la forza ma è come usarla, contro chi usarla e con quale obiettivo. Sono domande che ci dobbiamo porre anche se ad esse non possiamo rispondere noi, sindaco e Consiglio comunale di Firenze, ma che ci chiamano in causa e ci interrogano come cittadini”.
“Sappiamo che c’è un Islam che coltiva il terrorismo e un Islam che invece è vittima di quel terrorismo, o quanto meno ne è estraneo - ha affermato il sindaco -. Sabato mattina ho parlato con l’imam Izzedin Elzir e gli ho chiesto un gesto molto forte. Gli ho detto che i primi a dover reagire con durezza, determinazione e chiarezza sono proprio coloro che appartengono alla comunità musulmana perché non vengano trascinati in una guerra di religione; perché questa non è una guerra di religione anche se si vuole trasformarla così. Affinché i musulmani non vengano parificati ai terroristi, in una equazione che io ritengo assolutamente ingiustificata, ovvero musulmano uguale terrorista, è necessario che tutti coloro che non fanno parte dell’Isis e che sono contro di esso non si limitino ad enunciazioni, ma agiscano dimostrando concretamente di tenere alla democrazia e ai principi di libertà e collaborino con le nostre Istituzioni, favorendo il dialogo interreligioso e inclusivo”.
“Dobbiamo proteggerci senza sconvolgere le nostre abitudini e continuare a investire nel dialogo - ha concluso il sindaco - che non vuol dire annientamento delle identità, ma esattamente il contrario. Il nostro obiettivo è costruire una società democratica nella quale i diritti fondamentali siano rispettati e nella quale ognuno di noi condivida e rispetti le regole che ci siamo dati. Nella storia del secolo scorso, Firenze ha conosciuto la violenza del terrorismo, ha vissuto una guerra in prima persona e ha contribuito a costruire la pace anche a costo di sacrificare centinaia di vite umane. Sabato mattina in piazza Ognissanti c’era anche il presidente dell’Anpi provinciale di Firenze Silvano Sarti, che ha detto: ‘Noi siamo andati a fare la guerra per costruire una società di pace in cui non si combattesse più’. Questo dimostra che la nostra città è ben consapevole di cosa significhi vivere la violenza e costruire la pace. Firenze ha sempre dato tutta se stessa, perfino la vita dei propri figli, per costruire la pace e questo deve continuare ad essere il nostro unico obiettivo”.

 

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