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Morte Niccolò Ciatti, lettera aperta del sindaco di Lloret de Mar: "Pena massima per i responsabili"

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

"Qualsiasi atto di violenza è inammissibile in una società moderna. Ma quando questa violenza stronca in modo assolutamente ingiustificato una giovane vita è ancora più duro da accettare e ci lascia una sensazione di impotenza, rabbia contenuta, rifiuto, costernazione, tristezza e un profondo vuoto". Lo scrive in una lettera aperta Jaume Dulsat Rodriguez, il sindaco di Lloret de Mar, la località sulla Costa Brava, in Spagna, dove Niccolò Ciatti è stato ucciso a calci e pugni, lo scorso 13 agosto, in una discoteca. Il Comune di Lloret si è costituto parte civile, ed il primo cittadino catalano auspica "la pena massima" per i responsabili e annuncia "più rigore e intransigenza" sul fronte della sicurezza della cittadina.

"Siamo una città abituata a ricevere visitatori, aperta, ospitale, pacifica, gentile, e un atto di violenza come questo non riusciamo a capirlo e non possiamo accettarlo" aggiunge il sindaco. "Vogliamo che i nostri visitatori trascorrano le migliori vacanze della loro vita. E ciò comprende anche garantire loro la sicurezza e la buona convivenza" spiega il sindaco della città catalana.

 

"È per questo che, oltre al dolore e all'impotenza che la morte di Niccolò ci ha provocato, atti come questi ci provocano rabbia e il più profondo rifiuto, perché sappiamo che non ce lo meritiamo" prosegue il sindaco, annunciando "più rigore e intransigenza nella sicurezza, nel controllo e, se necessario, nella penalizzazione".

 

"Come Comune non possiamo accettare atti di violenza. È per questo che ci siamo costituiti parte civile contro l'omicida e abbiamo richiesto la pena massima stabilita dalla legge. E inoltre abbiamo richiamato formalmente al rispetto dei protocolli di sicurezza delle discoteche di Lloret. Niente potrà far tornare Niccolò, niente ci toglierà la tristezza dal volto, niente farà svanire la sensazione di impotenza, né annichilerà la nostra rabbia. Ma se possiamo fare in modo che questi tipi di atti non accadano più e applicare misure e atteggiamenti di rifiuto della violenza - conclude - avremo già contribuito a questo triste incidente non sia accaduto invano".

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