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Quanto è stato immesso di capitale?

ACF Fiorentina, fair play finanziario e 14 anni di bilanci: tutti i conti

Tutto dipende dalla volontà di investire. Ad oggi la Società ha conti sanissimi
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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Il “benedetto” Fair Play Finanziario, che con gli stucchevoli esercizi di continuo richiamo negli ultimi anni hanno trasformato i tifosi in ragionieri, cosa impone? Quali sono le regole dettate dalla UEFA?

Innanzitutto bisogna ricordare che le norme finanziare sono venute, in primis, per tutelare i club che vantano crediti nei confronti di altri ed assicurarne il tempestivo pagamento, così come gli emolumenti dei propri tesserati. In secondo luogo tale disciplina dovrebbe servire a incoraggiare i club a contare solo sui propri profitti, senza ricorrere alla continua e massiccia iniezione diretta di capitali, oltre a favorire investimenti a lungo termine sui settori giovanili e le infrastrutture.

Il FPF fu approvato nel 2010 e dal 2011 i club che partecipano alle competizioni UEFA dovevano dimostrare di non avere debiti insoluti verso altri club, giocatori e autorità sociali/fiscali per tutta la stagione, ossia di aver ottemperato al pagamento dei conti. Dal 2013 è stata introdotta la norma del break-even: raggiungere il pareggio tra il valore e i costi della produzione (pareggio di bilancio). Le condizioni sono divenute effettive dalla stagione 2014-2015. La regola, però, è elastica e vale la pena sottolineare una serie di aspetti che troppo spesso vengono dimenticati.

  • -Innanzitutto va ricordato che dal conteggio spese-introiti, per il FPF sono escluse tutte le spese che riguardano investimenti negli stadi, nelle infrastrutture per gli allenamenti, nel settore giovanile e, dal 2015, gli investimenti nel calcio femminile.

  • -Ogni stagione i club possono spendere fino a 5 milioni di euro in più di quanto guadagnano in ciascun periodo di valutazione (tre anni).

  • -Ma questa soglia (meno 5 milioni) può essere ampiamente superata, a patto che il debito venga coperto interamente dalla proprietà del club con un pagamento diretto.

 

Quali sono i limiti di sforamento che se coperti tramite un'iniezione diretta da parte della proprietà non fanno incorrere in sanzioni? 45 milioni di euro per le stagioni 2013-2014 e 2014-2015; 30 milioni di euro per le stagioni 2015-2016, 2016-2017 e 2017-2018.

 

Cosa accade in caso un club non rispetti il FPF?

Una violazione, spiega la UEFA nel regolamento, non comporta l'esclusione automatica dalle competizioni europee. A seconda di una serie di fattori, il club che non soddisfa quanto dettato dalle regole incorre in diversi provvedimenti: avvertimento; richiamo; multa; decurtazione di punti; trattenuta degli introiti ricavati da una competizione UEFA; divieto di iscrizione di nuovi giocatori alle competizioni UEFA; limitazione del numero dei giocatori che un team può iscrivere alle competizioni europee (compreso un limite finanziario al costo totale aggregato dei benefit per i giocatori registrati nella lista A delle competizioni UEFA); squalifica dalle competizioni in corso e/o esclusione dalle future; revoca di un titolo o di un premio.

 

Inoltre la commissione di controllo UEFA ha stabilito che in molti casi “gli obiettivi del FPF possono essere raggiunti meglio con un approccio riabilitativo piuttosto che punitivo”. Le conciliazioni, in caso di inadempienza al FPF, prevedono che un club diventi conforme in un breve periodo di tempo; se ciò accade tutte le sanzioni non vengono più applicate nella stagione successiva, fatta eccezione della sanzione finanziaria incondizionata.

 

Dunque il Fair Play Finanziario, viste le regole, non è in realtà un inflessibile capestro, l'importante è che le perdite siano coperte attraverso ricapitalizzazioni e che non si creino significativi debiti con giocatori, staff, altri club ed autorità sociali/tasse. In questo modo si previene l'accumulo di perdite che col tempo generano debiti non gestibili.

 

Ecco che, norme alla mano, è sbagliato affermare che il FPF impone l'autofinanziamento (ovvero che un club possa spendere per quanto incassa), l'importante è coprire i deficit. Deficit che, chiaramente, devono rientrare in precisi limiti, ma in caso contrario le regole consentono alle proprietà ricche di alzare ulteriormente i suddetti limiti ricorrendo, ad esempio, ad un'auto-sponsorizzazione (ovvero scegliendo come sponsor un'azienda a cui sono collegate). Naturalmente l'iniezione di capitale attraverso sponsorizzazioni di aziende collegate alla controllante deve essere di un valore conforme ai prezzi di mercato.

 

 

E la situazione della ACF Fiorentina? Qual è?

Nei giorni scorsi si è tenuto il consiglio di amministrazione ed a margine sono stati sciorinati numeri in libertà, omettendo sistematicamente di ricordare quali sono le regole e cosa ha evidenziato la stessa Società Viola nell'ultimo bilancio depositato. La situazione finanziaria è assolutamente in linea con le norme UEFA del FPF.

Citiamo testualmente, ancora una volta su queste pagine, quanto scrive ACF sul bilancio 2015 “Per quanto riguarda i dati finanziari di ACF Fiorentina, per le prossime stagioni, la società dovrà presentare bilanci, riclassificati in base ai parametri del Fair Play Finanziario, che presentino valori positivi in modo da non dover incorrere in richiami o sanzioni da parte dell'Uefa. Come evidenziato dal prospetto sotto riportato (vedi foto, ndr), l'ammissione alle competizioni europee per la stagione 16/17 è garantita qualora il valore massimo della perdita consentita negli esercizi considerati (ultimo triennio relativo agli anni 2013, 2014 e 2015), purché coperta mediante apporto di capitali, sarà al massimo di euro 30 milioni. La società potrebbe considerare nel conteggio anche i risultati degli esercizi precedenti, di conseguenza anche il risultato positivo conseguito dalla Società nell'esercizio 2012 pari a 10,1 milioni di euro. Conseguentemente il risultato complessivo dei quattro anni considerati, porterebbe ad un dato totale aggregato negativo di 28 milioni di euro, quindi all'interno dei parametri stabiliti dalle norme del fair play finanziario (limite massimo 30 milioni). Risulta evidente comunque che per gli esercizi successivi, in particolare per l'ammissione alle competizioni europee della stagione 17/18, sarà necessario continuare a ricercare l'equilibrio economico-finanziario in quanto il risultato cumulato degli esercizi considerati (-28 milioni di euro) è molto vicino al parametro soglia dei 30 milioni di euro, previsto dalla normativa di riferimento”.

 

Sotto riportato uno schema riepilogativo dei risultati di bilancio rideterminati secondo le norme del fair play finanziario e i limiti massimi di perdita consentita per ciascuna stagione sportiva:

Come possiamo vedere dallo schema prodotto dalla stessa ACF Fiorentina, nelle ultime stagioni la società non ha mai superato i limiti. Anzi, in alcune è stata ampiamente dentro i limiti, avrebbe potuto spendere molto di più arricchendo il valore tecnico della rosa che, probabilmente, avrebbe permesso migliori risultati e, successivamente, le tanto amate plusvalenze che sarebbero andate a limitare le iniezioni dirette di capitale da parte della Società. In ogni modo, come dimostra la tabella di cui sopra, per i prossimi esercizi è semplicemente necessario mantenere l'equilibrio tra entrate ed uscite, non sono imposti clamorosi attivi di bilancio. Naturalmente, e ci mancherebbe, tutto è subordinato alla volontà della proprietà di investire le proprie risorse iniettando o meno capitale.

 

Concludiamo il Conto della Serva con una tabella che, bilanci alla mano, illustra la “storia finanziaria” della Fiorentina da quando la famiglia Della Valle ne è proprietaria. Nella prima colonna i saldi di bilancio (per anno solare e NON per stagione sportiva), nella seconda le immissioni di capitale, ovvero quanto è stato “messo di tasca” ricordando, però, che i 221,4 milioni di euro versati fino al 2015 non sono a fondo perduto, ma sono rappresentati dal valore dei cartellini dei giocatori sotto contratto e dal valore economico che implica possedere la squadra di Firenze che proprio quest'anno festeggia 90 anni di storia.

 

Buon Natale – Donato Mongatti

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