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la storia

VIDEO Quando lo Stato ti abbandona. Sergio Ragno, carabiniere morto due volte

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Questa è la storia di Sergio Ragno, un carabiniere di Brindisi di 24 anni morto nel 2004 durante un servizio a Firenze. Una vicenda tenuta chiusa nel cassetto dall'Arma dei Carabinieri, ma che ha dei risvolti assurdi e inspiegabili.

 

Ma torniamo indietro di 15 anni. Giugno 2004, Sergio, 24 anni, ha finito il suo servizio ma viene richiamato dal suo capitano per un’operazione antidroga al Parco delle Cascine, devono seguire e fermare alcuni spacciatori vicino ad una discoteca.

 

Ragno arriva in moto ed è in borghese, come gli altri suoi cinque colleghi chiamati per l’operazione che è pianificata per il pomeriggio verso le 17. Arrivati sul posto, però, il blitz viene spostato alle 20. In questo lasso orario Sergio muore in un incidente stradale.

 

E’ investito mentre è in moto da un’auto che compie due inspiegabili inversioni a U, e la seconda è fatale per il giovane carabiniere. Alla guida della Fiat Panda grigia c’è una ragazza, che uscirà in gravissime condizioni dall’impatto.

 

Venti minuti prima dell’incidente, in una tragica fatalità, aveva avuto il tempo di rispondere alla madre per dirle che era impegnato in un’importante operazione e che non poteva stare al telefono.

 

Un incidente, come purtroppo ne accadono molti, è il parere di tutti quelli che si occupano della vicenda.

 

La Procura di Firenze dopo sei mesi d’indagine archivia il caso anche in base alla relazione dei carabinieri, che si affrettano anche a scrivere che viene “esclusa qualsiasi connessione tra l’incidente mortale e il servizio istituzionale”.

 

Ma la cosa più assurda è questa. Infatti secondo l’Arma dei Carabinieri, Ragno era lì per passare del “tempo libero” e non certo occupato in un’operazione “comandata”. Perché dire questo, se l’ordine era arrivato direttamente da un graduato?

 

La mamma di Sergio in questi anni raccoglie le testimonianze, che ha registrato e depositato. Le parole dei colleghi confermano invece che al comando erano informati dell’operazione e che gli altri carabinieri, come Ragno, erano alle Cascine in "un servizio comandato in borghese".

 

Un’operazione a cui parteciparono sei militari, tre in moto e tre in auto, tutti arrivati sul posto con i propri mezzi e indossando abiti civili.

 

Eppure dall’Arma lo negano oppure, inspiegabilmente, omettono di scriverlo. E a Sergio Ragno, appunto, non verrà riconosciuto come Vittima del dovere, uno status riconosciuto a chi cade in servizio. Era lì per caso, insomma.

 

A questi particolari, se ne aggiunge uno particolarmente inquietante. Non si troverà mai più il cellulare del carabiniere morto nè la sua agenda su cui scriveva tutti i suoi servizi. Perdipiù le cronache dell’incidente mortale raccontano anche della presenza dei vertici dell’Arma sul luogo del decesso.

 

Abbracci e lacrime, per quel bravo ragazzo ma nessuna giustizia. Perchè? Perchè non è stato riconosciuto l'impegno di questo militare al servizio dello Stato? Perchè l'Arma dei Carabinieri ha scritto che Sergio era alle Cascine per passare del tempo libero? Perchè? Per nascondere il cattivo operato di qualcuno? Chi ha ordinato quel servizio? Qualche graduato non ha ammesso le proprie responsabilità? C'era qualche carabiniere in odore di promozione che è stato coperto per quell'operazione fuori dalle regole?

 

Lo abbiamo chiesto ai legali e alla mamma di Sergio, che proprio a Firenze è intervenuta alla presentazione del libro che racconta l'assurda storia di suo figlio. Servitore di uno Stato che lo ha dimenticato.

 

Anche a Firenze qualcuno ordinava operazioni fuori dalle regole dell'Arma? E perchè cosa? Per la promozione? Un assurdo silenzio anche di fronte alla morte di un ragazzo.

 

VIDEO DI MATTEO CALI'

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